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Filadelfia
Castel Monardo era il nome dell'antico paese alle pendici collinari delle Serre, distrutto, come tanti di questo territorio dal terribile terremoto del 1783. Il nuovo abitato sorse pochi anni dopo su un terrazzo in leggero declivio, secondo un preciso disegno dovuto a un architetto e un filosofo, che realizzarono un progetto d'avanguardia nella pianificazione urbanistica di fine '700. L'impianto urbano, tanto regolare e geometrico da ricercare la "forma perfetta", si ispira al castrum romano, con quattro lati uguali rivolti ai punti cardinali e una maglia ortogonale di strade. Lo spazio interno č suddiviso in quattro quartieri, ognuno dei quali con una propria chiesa e un ugual numero di edifici, costruiti in perfetta simmetria. All'incrocio dei due principali assi viari č l'ampia piazza centrale, di forma rettangolare, pensata come luogo di riunione della collettivitā. Nella Chiesa di Santa Maria del Carmine, posta al pari delle altre nei pressi della piazza centrale, č custodita una Madonna della Croce, opera rinascimentale in marmo di G.B. Mazzolo (1543)
Fuori dall'abitato, in localitā Gorna Santa Croce, sono i resti del Convento di Santa Maria della Croce, eretto nel 1420 e distrutto dai terremoti. |