6/2/2012
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Le indagini archeologiche a Mileto

Le indagini archeologiche a Mileto

L'area occupata dalla città antica appare oggi come una vasta congerie di ruderi. MiletoLe scarse risorse economiche disponibili, per le istituzioni preposte alla ricerca e alla tutela, non  hanno consentito fino  ad ora di   portare avanti  scavi archeologici e letture stratigrafiche degli alzati  finalizzate alla comprensione ed allo sviluppo della città   normanna e  prima ancora dell'insediamento  bizantino. Si coglie l'occasione in questa sede per ribadire la  necessità   di una maggiore attenzione nei confronti delle indagini che dovrebbero proseguire in maniera intensiva e programmata. Infatti le campagne di scavo di tipo scientifico, sono state soltanto  due   e limitate a  pochi giorni di intervento. Si tratta di due brevi indagini  avvenute la prima nel 1995 e  la seconda nel 1999. Nonostante   la durata, i risultati ai quali sono pervenuti gli studiosi  in seguito allo  scavo sono  molto interessanti.  L'episodio precedente risale  gli inizi del secolo scorso quando Paolo Orsi, nel 1916, aveva condotto una breve campagna di scavo durante la quale era stato messo in luce il piano della basilica, che aveva evidenziato la presenza di preziosi marmi  e innumerevoli colonne e capitelli oltre che cornici decorate da ovoli e fogliame   sparsi per tutta l'area circostante. Mileto necropoliL'abbaziale, sulla base degli scavi recenti , risulta costruita su un banco di arenaria bianca che,  relativamente alla parte indagata, non presenta tracce di costruzioni antecedenti. Sulla base dei materiali ritrovati è stato possibile   stabilire  che la  pavimentazione  dell'importante struttura era stata realizzata in porfido rosso e serpentino verde connessi sicuramente  all'attività di  spoglio di altri monumenti più antichi. Purtroppo non sono molti i resti riconducibili alla fase romanica della chiesa, sia  perché l'area indagata non è molto estesa ma anche per via  del fatto che  nell'area sono avvenuti molti cambiamenti.Nonostante  la limitatezza del tempo  è stato possibile  incrementare  la conoscenza  su alcuni  particolari  aspetti  scaturiti ad esempio dal recupero di  diversi frammenti vitrei riconosciuti  come i resti delle ampie  vetrate di epoca normanna.

Interessanti  i reperti ceramici anche  se in massima  parte si tratta  frammenti  recuperati  genericamente nell'area e quindi decontestualizzati. Vanno ricordate le ceramiche  dipinte a bande rosse con motivi decorativi costituiti da spirali oppure da onde,  o ancora le  cosiddette invetriate monocrome  dipinte, che accanto a quelle  acrome ( prive di decorazione)  e da fuoco costituiscono   le classi più numerose. MiletoAl XII sec. sono riconducibili  alcuni frammenti di ceramiche dipinte ed invetriate su ingobbio  pertinenti a forme quali bacini, coppette troncoconiche ed emisferiche, apode (senza piede) o con piede ad anello. La decorazione  è espressa da virgole in rosso alternate da filetti concentrici in nero manganese, oppure da puntini in rosso alternati da filetti lineari sempre in manganese. Anche i motivi zoomorfi ( con soggetti  animali ) sono rappresentati insieme a quelli antropomorfi ( figure umane) come ad esempio la coppetta con  cavaliere e cavallo dove viene usato anche il colore blu.             

Bibliografia:
P.Orsi, Reliquie classiche a Mileto Vecchio, in "Notizie  degli scavi" 1921,pp.485-488

G.Occhiato, La   Trinità di Mileto nel romanico italiano, Cosenza 1994
AA.VV. , Beni culturali a Mileto di Calabria, Oppido Mamertina, 1982.

Ruggero I e la provincia Melitana, (a cura di Giuseppe Occhiato),Soveria  Mannelli2001

S.Marino, Tra Longobardi e Normanni,. Lo scavo di Mileto, in Scavi Medievali in Italia ( 1994-1995), Atti della prima conferenza  Italiana di Archeologia medievale, Cassino 14-16 dicembre 1995, Roma pp. 85-92.

R.Fiorillo-Paolo Peduto, Saggi di scavo nella Mileto vecchia,in Calabria ( 1995-1999), in G.P.Brogiolo, (a cura di ) , II Congresso di archeologia medievale,   pp. 223-233, Firenze 2000.
G.Occhiato, Rapporti culturali e rispondenze architettoniche tra Calabria e Francia in età romanica: l'abbaziale  normanna di S.Eufemia in MEFRM, 93, (1981), pp. 565-603.
 

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