I Normanni: pellegrini avventurieri guerrieri. Dalla conquista al regno.
A cura di Maria D'Andrea e Gilberto Floriani
Presentazione
La mostra fotografica dal titolo " I Normanni: Pellegrini, Avventurieri, Guerrieri. Dalla conquista al Regno", rientra nelle manifestazioni di carattere culturale promosse dal Comitato per la valorizzazione delle presenze normanne nella provincia di Vibo Valentia, dal Sistema Bibliotecario Territoriale Vibonese e dall'Amministrazione Provinciale di ViboValentia-Assessorato Beni Culturali, per la celebrazione del IX centenario dalla morte di Ruggero I d'Altavilla, Conte di Calabria e Sicilia. La mostra, attraverso le foto, le riproduzioni grafiche ed il commento, si propone - in maniera semplice e didattica - di raggiungere un vasto ed eterogeneo pubblico. L'obiettivo è quello di far conoscere gli esiti, culturali ed artistici, della presenza dei Normanni nella Calabria e, più in particolare, nella provincia di Vibo Valentia. Qui, infatti, esistono tuttora numerose testimonianze sparse sul territorio, seppure allo stato di rudere.
Le foto vengono utilizzate, quindi, come supporto visivo alla narrazione storica che si basa sulle diverse tipologie e pluralità di fonti storiografiche e, soprattutto, archeologiche. La loro funzione è quella di contribuire ad illustrare i diversi aspetti di quella epopea che ha avuto come protagonisti i Normanni. Questi, giunti nell'Italia meridionale da semplici guerrieri mercenari (ed ancor prima da pellegrini ) diedero vita, nel volgere di pochi decenni, ad uno dei più importanti ed illuminati regni della storia dell'Italia medievale. Comunemente definiti "uomini del Nord", in quanto provenienti dalle terre scandinave e dalla Danimarca, si erano stanziati nei primi anni del X secolo lungo le coste della Francia settentrionale, che da loro prese il nome di Normandia. Nel 911 il re Carolingio Carlo il Semplice aveva concesso al loro capo, Rollone, vasti territori, in cambio di aiuto militare per fronteggiare le incursioni di altri scandinavi e per limitare le devastazioni nei villaggi del paese.
Successivamente, l'insufficienza di terre li aveva però portati nell'Italia meridionale dove, specialmente durante i primi anni, si distinsero nei combattimenti contro gli arabi. Si racconta, a tal proposito, che un gruppo di pellegrini di ritorno dalla Terrasanta si sarebbe fermato ad aiutare il principe longobardo Guaimario V nella difesa della città di Salerno dall'assalto dei mussulmani. La diaspora dei coraggiosi guerrieri non interessò un intero popolo, bensì un gruppo sociale ben definito che realizzava, quindi, esigenze e valori individuali. Il loro arrivo portò scompiglio nei vecchi apparati del potere, in quanto introdusse un regime feudale impostato sulle prestazioni militari in armi e uomini piuttosto che sul pagamento del reddito fondiario. Ampio rinnovamento è documentato anche nelle istituzioni, nella cultura e nel costume. La mostra, pertanto, ripercorre la storia dei Normanni in Calabria dall'arrivo al consolidamento del loro regno, soffermandosi sulla presenza a Mileto di Ruggero I d'Altavilla. Questi aveva stabilito qui la capitale del regno e nella stessa città trovò sepoltura, nel 1101, nell'Abbazia da lui fatta edificare anni prima. In un momento, quello attuale, contraddistinto da forti tensioni sociali, legate alla presenza nella nostra società di cittadini provenienti da diverse parti del mondo, è interessante sottolineare come durante il regno di un sovrano illuminato e lungimirante, quale era appunto Ruggero I d'Altavilla, nell'XI secolo riuscirono a convivere, pacificamente, quattro etnie e tre religioni diverse: l'islamica, la latina e la greco-orientale.
La bibliografia proposta alla fine di ogni argomento è, ovviamente, una selezione. Tenuto conto, infatti, della vastità degli argomenti, sarebbe stato, forse, più opportuno indicare un numero maggiore di testi. In ogni caso il criterio usato è stato quello di segnalare un congruo numero di lavori scientifici di sintesi attraverso i quali sarà possibile risalire alla letteratura pregressa e reperire quindi altra bibliografia utile per eventuali approfondimenti. |