6/2/2012
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XVIII - 1829

XVIII sec. - In questo secolo la città viene definita "felicissima e nobilissima, adorna di tante persone nobili Dottori, Medici, egregi Notari e Maestranze di ogni sorta".

1701 - Viene completata la chiesa di S. Ignazio (ora S. Giuseppe) costruita su disegni di padre Francesco Grimaldi.

1704 - Nei documenti della casa ducale dei Pignatelli è scritto: "Possiede la ducale corte di Monteleone un castello. con un grande baglio scoperto, con la chiesa dentro detto baglio nominata a S. Michele". Il "baglio" sta per cortile.

1706 - L'antichissima chiesa di S. Chiarella, che sembra ubicata dov'è ora il palazzo Capialbi, viene assegnata al cardinale Nerli.

1710 - Felice Mosca, tipografo a Napoli stampa una storia della città del titolo Hipponii. Nel volume, scritto da Giuseppe Bisogni de Gatti è riportata una bellissima stampa della "splendidissima civitas".

1710 - I maestri setaioli, dopo l'abbattimento della loro antica chiesa di S. Aloe e S. Eligio che sorgeva nella contrada omonima, costruiscono la nuova chiesa di Gesù e Maria.

1710 - Sono in funzione tra le altre, le chiese di S. Omobono (Cerasarella); S. Maria Maddalena (Affaccio); S. Oronzo (vicino casa Cordopatri).

1710 - Fuochi 2.000; abitanti 10mila circa.

1710 - Sorge l'accademia dei "Perseguitati" composta in gran parte da sacerdoti.

1712, 8 ottobre - Fra Girolamo da Corleone, ministro provinciale dei cappuccini di Calabria scrive da Palermo ai monteleonesi, desiderosi di sapere il luogo della sepoltura di S. Leoluca abate, che non è in grado di rispondere alla richiesta ma che certamente ".la Divina disposizione ha ordinato di doversi ritrovare il Santo corpo in quel tempo che la città sarà oppressa da grandissime tribolazioni, dovendo allora il Santo Padre esser efficacissimo Intercessore presso Dio, per farla rifiorire a godimenti". La fama del Santo si espande per tutta la Calabria; così scrive Ippolito Falcone: "E' Calabria provincia estrema ma fertilissima dell'Italia . E' paradiso terrestre di delizie, e perch'è tale? Già v'è arrivato Leoluca, Cherubino terreno per custodirla".

1713 - Geronimo Golito da Vignola fonde due campane per la chiesa di S. Michele.

1715 - Scoppia grande scandalo e interviene l'autorità religiosa perché si scopre che le suore del convento di S. Chiara, eludendo le regole della clausura, s'incontrano nottetempo con giovani monteleonesi.

1725, 31 agosto - I padri Filippini ottengono la concessione della parrocchia di S. Maria del Soccorso, con bolla di papa Benedetto XIII. 1725 - Una parte degli iscritti all'accademia dei "Perseguitati" decide di fondare l'"oratorio dei chierici regolari" di S. Filippo Neri.

1734, 12 maggio - Muore in odore di santità suor Rosa Maria di Gesù, figlia di Ettore Capialbi e Ippolita Carnovale.

1734 - Finisce il vessatorio potere del vicereome austriaco e viene restaurato il regno di Napoli sotto la sovranità di don Carlos, figlio di Filippo IV di Spagna. Il nuovo governo borbonico dura fino al 1860.

1735 - Il nuovo re spagnolo Carlo III visita la città ospite del castello ducale dei Pignatelli. Viene accolto entusiasticamente. In un poema edito nel 1738 così è descritta la tappa di Monteleone dopo la partenza da Maida: " Sen parte, e truova di sovrano aspetto Ippone, a cui ogni grazia il Ciel infonde; Di tante glorie pria fonte e ricetto, Che è difficile di far che altra ne abbonde: Città felice in luogo alto ed eletto Che tutte per beltà vince e confonde." Nelle campagne monteleonesi il re si dà alla caccia, suo diletto preferito, "di ogni specie di quadrupedi e volatili di cui abbonda il paese". In ricordo della visita, il duca di Monteleone offre a Carlo III "due famosi cavalli, sei cignali, molti faggiani ed un vago pappagallo".

1737 - Fuochi 1.774; circa 8.870 abitanti.

1738 - Un forte terremoto danneggia il castello.

1743 - Per la peste che imperversa in Calabria viene a Monteleone il regio castellano di S. Elmo, conte Mahony, creato vicario generale della Calabria.

1746 - Nasce Francesco Saverio Mergola, (1746 - 1786), squisito pittore "che passò la vita tra l'arte, la taverna e le donne". Donne che nei suoi quadri appaiono molto belle tanto che nel dialetto monteleonese si dice faccia ammergolata per indicare un viso muliebre particolarmente grazioso.

1750 - Nella metà del sec. XVIII fioriscono le arti in primo luogo ad opera del pittore Francesco Zoda che ottiene molto successo a Roma. Passa poi a Palermo dove dipinge la galleria del Vicerè e, tornato in Calabria a S. Stefano del Bosco e in altri luoghi ove lascia significativa impronta della sua maestria. Nel campo della pittura e della musica si affermano inoltre i fratelli Giovan Domenico e Francesco Antonio Curatoli e gli artisti Antonio Palumbo e Carlo Vento. Un illustre artista opera alla corte ponteficia di Clemente XI: si tratta dell'orafo e argentiere monteleonese Filippo Galassi, orafo personale del pontefice e Console del collegio degli orafi ed argentieri.

1752 - Domenico Potenza fonda l'accademia letteraria detta degli "Invogliati".

1755 - Fuochi 2.137 con i casali (Monteleone 1.260 fuochi).

1757 - I fratelli Domenico e Filippo Jacopo Pignatari con la collaborazione di Cesare Lombardi misurano le dirute mura dell'antica Ipponion e ne fanno accurata descrizione in un manoscritto che viene pubblicato nel 1882 da L'Avvenire Vibonese.

1757 - Il messinese Giuseppe Arcuri realizza per la chiesa di S. Leoluca una grande e bella campana che pesa sedici cantara.

1758, 28 ottobre - Con dispaccio reale il sedile della città viene considerato sedile chiuso per cui neanche le congregazioni dei nobili possono aumentare di numero senza speciale concessione del principe.

1760 - Per venire incontro al desiderio di conoscenza che è vivo in città, il dottor Nicola Fabiani mette a disposizione della cittadinanza la sua fornitissima biblioteca. In questi locali si svolgono anche le riunioni letterarie dell'accademia "Florimontana".

1765 - L'accademia degli "Invogliati" è accolta tra le colonie dell' "Arcadia romana" col nome di "Colonia Florimontana Vibonese". Rimane in vita fino al 1871.

1767, 3 novembre - Re Ferdinando IV promulga un editto di soppressione dell'ordine dei gesuiti per cui il collegio dei padri gesuiti deve chiudere i battenti.

1768 - Per danni conseguenti al terremoto la parrocchia di S. Michele viene trasferita nella chiesa degli espulsi gesuiti.

1768 - Nel collegio vibonese già retto dai gesuiti, subentrano le regie scuole statali.

1769 - Il parroco della chiesa dello Spirito Santo, Vincenzo Pelaggi, per ampliare la chiesa fa abbattere l'arco maggiore del Sancta Santorum.

1769 - Nasce una società commerciale tra nobili denominata "Compagnia Pignatelli".

1769, 26 agosto - Alcuni cittadini si riuniscono in casa di Cesare Lombardi Satriani per concretizzare una nuova azione giuridica diretta a dimostrare l'illegittimità dei titoli di infeduazione da parte di Ferdinando il Cattolico ai Pignatelli. La causa rimane senza sentenza perché il motivo del contendere finisce con la proclamazione della legge napoleonica del 1806 che abolisce la feudalità.

1769, 11 dicembre - La regia camera decreta che il duca Pignatelli esibisca il titolo che lo nomina padrone della città.

1770, 6 febbraio - Alla regia camera che chiede il titolo che lo nomina padrone della città il duca Pignatelli risponde che non è tenuto a presentare attestato alcuno per "prescrizione centenaria" prevista dalla legge sui feudi.

1772, 26 dicembre - Nasce Giovan Battista Vinci, matematico, architetto di fama internazionale, Amico del Canova gli dedica un Saggio di architettura civile. Nel 1799 è chiamato a far parte del corpo degli ingegneri militari della Repubblica romana e poi di quella cisalpina. Riceve l'incarico di fortificare le coste da Pizzo a Capo Pellaro. Muore a Pozzuoli nel 1834. Vibo conserva alcune sue importanti opere di architettura civile: "il grandioso palazzo del marchese Francia e quello del marchese Gagliardi e la maestosa linea della regia strada verso il Gran Belvedere da lui tracciata e per quasi un miglio costruita che seguiva l'andamento dell'antica via Brezia, battuta un tempo dai Greci e dai Romani, Aquilia Trojana appellata".

1776 - Viene riedificata la chiesa di S. Francesco d'Assisi (ora chiesa del Rosario).

1778 - Viene ricostruita l'antica strada che da Salerno porta a Reggio Calabria. Verrà asfaltata nel 1935 dalla ditta Puricelli.

1778 - L'inglese Henry Swinburne visita Monteleone ("non credo esista in alcun luogo paesaggio più ameno o più ricco") ed è ospite dei frati minori. Con grande meraviglia si accorge che la patata è un alimento sconosciuto alle mense delle nostre contrade.

1783 - Un terremoto di grandissime proporzioni, un vero cataclisma, interessa la Calabria Ultra. In Monteleone e circondario si contano 98 morti; i danni ammontano a circa 480.000 ducati. Sono distrutti o danneggiati il quartiere Forgiari, il convento dei paolotti, l'ospedale, la chiesa dello Spirito Santo, il convento e la chiesa dei padri domenicani, il campanile di S. Michele, la cupola di S. Leoluca, il castello abitazione del duca e molti altri edifici pubblici e privati. L'ospedale viene trasferito nel convento dei padri cappuccini abbandonato dai monaci; nello stesso convento si trasferiscono i padri paolotti. Le scuole regie vengono trasferite nei locali dell'attuale palazzo Gagliardi - de Riso ove restano fino al 1795. I Pignatelli abbandonano il castello semidistrutto e iniziano la costruzione di un imponente palazzo ducale che non viene terminato per la proclamazione della legge napoleonica abrogante il feudalismo. I muri perimetrali del costruendo castello lasciati incompiuti formano il perimetro di cinta dell'attuale villa comunale e sono ben visibili sul lato prospiciente la piazzetta del Rosario.

1783 - William Hamilton, incaricato dal governo inglese viene in Calabria a studiare gli effetti del disastro tellurico. Visita Monteleone e scrive: "i Calabresi soffrono la loro presente indicibile disgrazia con una pazienza filosofica".

1783 - S'inizia la ricostruzione della chiesa di S. Maria del Soccorso.

1784, 4 giugno - Per riparare i danni del terremoto viene istituita la "Cassa Sacra" col compito di alienare tutti i beni della Chiesa destinandone i proventi alla ricostruzione. Anche i beni dei monasteri e dei conventi di Monteleone vengono confiscati e messi in vendita. La giunta della Cassa Sacra crede opportuno di assemblare in Reggio, Catanzaro, Crotone e Monteleone tutti i libri, manoscritti, archivi, quadri, oggetti d'arte già in custodia degli ordini soppressi. A Monteleone toccano ben trecentotrentadue casse di libri e manoscritti. Purtroppo, per dissensi paesani circa la nomina del direttore, è tolto alla città tanto incommensurabile tesoro e dirottato altrove. Lo stesso succede per Catanzaro e Crotone. Solo Reggio beneficia della fortuna capitatagli. Il prezioso materiale, non utilizzato dalle tre città, viene accatastato a Catanzaro e quasi tutto distrutto dal tempo o rubato da privati.

1784 - Scoppia una grave epidemia di vaiolo che si protrae fino al 1786. Numerosi i morti.

1784 - L'architetto monteleonese Pietro Frangipane disegna la pianta di Mileto che, rasa completamente al suolo dal terremoto dell'anno precedente, è ricostruita in un altro luogo. Altri paesi subiscono la stessa sorte (Briatico, Filadelfia ecc.).

1786 - Lo scienziato amburghese Johann Heinrich Bartels visita la città e scrive: "Una delle caratteristiche più salienti che regna in questa zona è una cordiale generosità".

1790 - Una nuova epidemia semina lutti in città e dintorni.

1790 - Nasce Michele Morelli da famiglia benestante che lo avvia alla carriera militare. Aderisce alla Carboneria ed è inviato alla guarnigione di Nola dove, assieme al commilitone Silvati ed al sacerdote Minichini, diffonde attivamente l'idea liberale. Il 2 luglio 1820 i tre danno luogo al "moto costituzionale napoletano" cui presto aderiscono altri reparti dell'esercito borbonico. Più tardi, il 12 settembre 1822, dopo il fallimento della rivoluzione Morelli e Silviati vengono condannati a morte.

1790 - Nasce Vito Capialbi appartenente ad una famiglia che, almeno dal XVI secolo, ha dato lustro alla vita culturale della città. Egli è il fondatore di moderne collezioni archeologiche, numismatiche, archivistiche e librarie. Intellettuale di notevole talento, mantiene stretti rapporti con prestigiose istituzioni culturali e studiosi italiani ed europei.

1791 - Il cappellano inglese Brian Hill visita Monteleone il 12 e il 13 marzo in compagnia del fratello Richard, di un nipote e due domestici. Nei suoi appunti di viaggio annota: "i racconti che ci fanno a proposito dei banditi confermano che quanto si racconta non è una esagerazione. confidiamo che con la protezione della Divina Provvidenza, sfuggiremo ai pericoli cui siamo costantemente esposti".

1791 - Su disegni dell'ingegnere Bernardo Morena viene ricostruita la chiesa di S. Maria del Soccorso.

1792 - "Monteleone è l'emporio di Provincia, cioè l'emporio miserabile di una miserabile regione", così descrive la città ne Il giornale di viaggio in Calabria, lo studioso di economia Giuseppe Maria Galante, incaricato da Ferdinando IV di Borbone di rendersi conto della regione.

1795 - Fuochi 1.791 (abitanti circa 9.000).

1796 - I padri basiliani fondano "Il Collegio di Santo Spirito" che funziona fino al 1769.

1796, 15 gennaio - La "Cassa Sacra" viene abolita e, per quanto possibile, vengono reintegrati nei loro beni le case religiose prima soppresse. Col Piano di provvedimento in favore di Monteleone la città viene giudicata "meritevole di particolare riguardo, per essere una delle principali, più commerciali, e più popolata di ogni altra, e situata nel centro della provincia".

1796 - La chiesa di S. Andrea (villa Cordopatri) viene aggregata alla chiesa di S. Leoluca.

1796 - Si fondono S. Chiara e S. Croce prendendo il nome di S. Francesco delle Monache.

1797 - Nel convento dei riformati si trasferisce il "Collegio dello Spirito Santo" affidato ai basiliani di Cao della vicina S. Onofrio. 1797 - Nicola Bruni fonde due campane per la chiesa del Rosario.

1798 - La chiesa di S. Crispino prende il nuovo titolo di S. Raffaele Arcangelo.

1799 - Quando da Napoli giunge la notizia della costituzione della Repubblica Partenopea molti cittadini amanti della libertà esultano. Viene eretto in piazza Majo l'albero della libertà, si eleggono deputati, si nominano commissari per i paesi vicini, viene formata la guardia civica.

1799, 10 marzo - Il governo della repubblica partenopea dura soltanto due settimane spazzato via dalle masse del cardinale Ruffo. Il Ruffo inizia l'audace impresa di riconquistare il regno di Napoli per i borboni da Monteleone. Abbatte l'albero della libertà innalzato dai monteleonesi e lo sostituisce con la Croce, l'emblema della Santa Fede (ecco perché i seguaci dell'audace cardinale si dissero Sanfedisti), organizza un esercito di circa 15 mila villani e facendo leva sul loro fanatismo religioso inizia la marcia verso Napoli, uccidendo e rapinando. Napoli è conquistata, i borboni tornano sul trono. Fanno parte delle masse sanfediste famosi banditi come Michele Pezza detto Fra Diavolo e Nicola Gualtieri detto Pane di Grano.

Fine sec. XVIII - Viene costruito palazzo di Francia.

Fine sec. XVIII - Giustiniani la definisce "una delle più belle ed ampie città che possa vantare la Calabria Ulteriore". Galanti nota che "la situazione della città è pregevole e le strade sono ben disposte e regolari". Si contano due monasteri femminili (l'uno del 1594, l'altro del 1612); nove conventi maschili (quello francescano del 1282, gli altri del periodo fra il 1434 e il 1621); un conservatorio femminile (del 1684) e quattro parrocchie. In tutto sedici istituti senza contare altre chiese, confraternite ecc., con un numero molto elevato dei preti, monaci e suore. Dopo la soppressione della Compagnia del Gesù operano due scuole pubbliche.  

Secolo XIX - La cultura Locale registra un numero notevole di personaggi illustri. Eccone alcuni: Vito Capialbi (1790 - 1853), umanista, storico, numismatico, filosofo; Giovan Battista Scalamogna, deceduto nel 1832, valente decoratore; Tommaso Arabia (1831 - 1896), tragediografo e fondatore di giornali; Vincenzo Ammirà (1822 - 1890), poeta dialettale sommo; Ettore Capialbi, storico, cofondatore dell' "Archivio Storico della Calabria" Dal 1636 ai giorni nostri operano diverse tipografie . Alle tipografie esistenti nel Settecento vanno aggiunte quelle dell'Ottocento e Novecento. Nell'Ottocento abbiamo le tipografie: Giovanni Troyse, Francesco Raho, Giuseppe Raho e Giulio Passafaro. Nel novecento le tipografie: Giuseppe La Badessa, Giuseppe Froggio, La Modernissima, La Grafica Calabrese, le Grafiche Meridionali, La Mapograf ecc.

1800, 25 aprile - Col nuovo ordinamento politico vengono soppressi i sedili compresi quelli di Monteleone (i cittadini appartengono a tre ordini sociali: i nobili, i civili che comprendono i professionisti, i commercianti e gli artigiani ed infine i plebei. Solo le due prime categorie godono dei diritti civili, eleggono un loro sindaco e si riuniscono in luoghi detti sedili).

1800 - Su disegni dell'architetto Pietro Frangipane si esegue il restauro della chiesa di S.Omobono.

1802 - Nasce a Polistena da genitori monteleonesi Giovan Battista Marzano (1802 - 1902). Si occupa di storia locale. E' ispettore degli scavi di Monteleone dal 1883 al 1895. Di lui si ricordano: Sull'arma della città di Monteleone di Calabria - Studi storici ed araldici (1876); Una pagina della nostra storia municipale ossia la città di Monteleone di Calabria dal 1420 al 1508 (1896). Degno di nota anche il Dizionario etimologico del dialetto calabrese, pubblicato postumo nel 1928 (Tip. "Il Progresso", Laureana di Borrello).

1802, 7 marzo - Alcuni giovani animosi (Giovan Battista Romei, Antonio di Franco, Luigi Antonucci, Stefano Francolini, Fortunato Manderano ed Antonio Contartese), col favore della notte abbattono la croce dei sanfedisti del cardinale Ruffo messa al posto dell'albero della libertà e piantano un nuovo albero a simbolo di lotta alla tirannide.Per quest'atto coraggioso subiscono varie persecuzioni. Battista Romei è condannato a morte in contumacia, Antonio di Franco, arrestato, subisce la medesima condanna tramutata poi ai lavori forzati a vita.

1802 - Il barone Luigi Gagliardi è autorizzato a chiudere il vicolo tra il suo palazzo e la chiesa degli Angeli. Il vicolo conduce all'antica dimora degli ebrei.

1803 - Un'ennesima grave carestia colpisce la città.

1804 - Bruno Gerardo opera la fusione della campana piccola di S. Michele.

1805, 2 dicembre - Dopo la vittoria di Austrlitz Napoleone dichiara decaduto Ferdinando IV di Borbone e nomina al suo posto il proprio fratello Giuseppe. Ha il decennio della dominazione napoleonica sul regno di Napoli. Monteleone ne riceve grandi benefici.

1805 - E' in pieno sviluppo l'arte di costruire organi; famosa la bottega di Vincenzo Ammirà e del figlio Giuseppe. Fiorente anche l'attività di doratore di organi nella persona di Domenico Cinnerella e l'arte campanaria gestita da forestieri di Basilicata che permetterà più tardi alla famiglia Scalamandrè di eccellere in questo campo.

1805 - La famiglia Gagliardi ospita il principe ereditario Francesco di Borbone insieme al di lui fratello Leopoldo, principe di Salerno.

1806, 17 marzo - Le truppe francesi al comando del generale Reynier occupano Monteleone che agli occhi dell'alto ufficiale appare come "graziosa cittadina posta su un alto pianoro dal quale si scopre la vasta distesa del mare".

1806 - All'arrivo dei francesi sono sindaci della città Luigi Piperni e Luigi Simonelli, rispettivamente sindaco dei nobili e sindaco dei civili. Col nuovo sistema del decurionato l'incarico unico viene affidato a Francesco Rizzo.

1806, luglio - Truppe inglesi che contrastano l'occupazione francese del regno di Napoli da parte dei francesi occupano Monteleone mettendo in fuga i reparti polacchi dell'esercito napoleonico che la presidiano. Subito dopo i francesi riocuppano la città.

1806, 2 agosto - La legge che sancisce la fine della feudalità porta alla cessazione della dominazione dei duchi Pignatelli.

1806,8 agosto - La Calabria viene divisa in due province: la "Calabria citeriore" con capitale Cosenza e quella "ulteriore" con capitale Monteleone con competenze territoriali sui distretti di Reggio, Catanzaro, Monteleone stessa e Gerace. Il primo intendente del capoluogo di provincia è Francesco Saverio de Rogatis. L'assegnazione di capoluogo porta molti benefici alla città.

1806, 15 agosto - E' messa in atto la legge statale che prevede la nomina, a spese delle autorità comunali, di un maestro per i fanciulli e di una maestra per le fanciulle.

1806, ottobre - E' accolto con grande favore il proclama di Giuseppe Bonaparte che sancisce la "divisione in massa delle terre demaniali" che si propone di assegnare agli agricoltori gran parte dei possedimenti appartenenti ai feudi e agli ordini religiosi.

1806 - Giuseppe Bonaparte visita Monteleone. La visita si ripete nel 1808. Ambedue le volte è ospite dei di Francia e viene accolto con gioia dalla popolazione.

1806 - Ha inizio una vivace attività di bande di briganti che battono paesi e campagne uccidendo e razziando. Essi combattono i francesi parteggiando per i borboni e gli inglesi.

1806 - Nell'archivio storico del comune (unico nella regione) sono custoditi vari importanti documenti che vanno dal 1806 al 1960.

1806 - Il convento dei carmelitani viene destinato a caserma di artiglieria e la chiesa a carcere per i briganti.

1807 - Gli abitanti ammontano a 8.220.

1807 - Viene appaltata per 150 ducati e 50 grana la strada della Cerasarella. Si eseguono lavori di riparazioni al palazzo di Francia

1807 - Il generale Reyner, comandante delle truppe francesi, fa trasformare la chiesa di S. Giuseppe in un teatro, per procurare un sano passatempo ai soldati e alla cittadinanza. Il teatro è poi chiamato "Teatro Vibonese".

1807 - L'arrivo dei francesi fa nascere il piacere delle riunioni: si svolgono feste civili, si organizzano balli e ricevimenti, si va a teatro. I monteleonesi si comportano in un modo nuovo, più moderno, più democratico.

1807 - Il comune viene privato dei casali di S. Gregorio, Piscopio, Triparni, Vena Superiore e Vena Inferiore che acquistano amministrazione propria.

1807 - Il decurionato impone ai cittadini di tenere pulita la strada adiacente le proprie abitazioni impegnandosi per proprio conto alla pulizia delle piazze e dei luoghi privi di case. S'intensifica il controllo sanitario nelle chiese dove si usa seppellire i morti.

1807, luglio - Viene nominato intendente del capoluogo Giuseppe De Thomasis che poi ricoprirà la carica di ministro dell'interno e degli affari ecclesiastici nel governo.

1808 - Sotto il regno di Gioacchino Murat funziona la "Gran corte civile" e la "Gran corte penale" con sede nel palazzo Suriani in via Carmine. Esiste anche un "tribunale di commercio".

1808, 18 gennaio - Dall'officina tipografica di Giuseppe Veniente esce il primo numero del Giornale dell'Intendenza della Calabria Ultra, primo dei giornali pubblicati nella regione.

1808 - 1811 - Vengono soppressi otto conventi e le loro sedi concesse al comune. Dopo secoli cessa l'attività dei basiliani, agostiniani, cappuccini, conventuali, domenicani, osservanti, paolotti e delle clarisse.

1808 - Viene fondata la "Società di agricoltura".

1808 - Duret de Tavel soggiorna dall'aprile al luglio in città in qualità di ufficiale dell'esercito francese. Nei suoi scritti annota tra l'altro: "La natura ha fatto di tutto per rendere questa regione felice e ricca, ma l'indifferenza dei governi impedisce da molti secoli il suo sviluppo".

1809 - Viene istituita una scuola di disegno ed una pubblica biblioteca che raccoglie tutti i libri degli ordini religiosi soppressi.

1809 - Viene fondato il "Regio collegio vibonese".

1809 - Gioacchino Murat pone la sede del quartiere generale dell'armata che deve attaccare gli anglo-borboni in Sicilia. Tutti gli ex conventi diventano caserme e scuderie. Si costruiscono anche edifici pubblici e strade alberate.

1809, 24 febbraio - Un decreto reale stabilisce la nuova organizzazione postale. A Monteleone e Cosenza toccano le direzioni di classe. Col medesimo decreto si stabilisce una direzione di dogana per il controllo del litorale tra Capo Spartivento e Maratea ed una direzione per i "sali" della Calabria.

1809, 23 luglio - Il famigerato brigante Francesco Moscato soprannominato il Vizzarro si scontra con un drappello di soldati francesi, fa dei prigionieri, li brucia vivi e mozza il capo al comandante Luigi Laredo. Murat nomina il generale Manhès capo della campagna di repressione che si abbatte improvvisa e senza scampo.

1809, 9 settembre - Viene nominato intendente della provincia un uomo di grande levatura: Pietro Colletta che dà forte impulso a progetti importanti quali il rifacimento del porto di Santa Venere, la costruzione della strada di congiungimento al porto, la costruzione di alloggi per i terremotati che vivono ancora nelle baracche .

1810 - Riprende l'attività l'accademia degli "Invogliati"

1810 - La campana della chiesa degli agostiniani viene traslocata nella chiesa degli Angeli.

1810 - Il duomo si abbellisce di un magnifico organo opera di Francesco Casci.

1810 - Viene demolito il Vecchio palazzo della famiglia Crispo.

1810 - L'ex convento dei domenicani è destinato ad ospedale militare.

1810 - Chiusa la chiesa dei domenicani, la confraternita del SS. Rosario ivi alloggiata si trasferisce nella chiesa di S. Francesco di Assisi che da allora prende il nome di Maria SS. Del Rosario.

1810, maggio - Gioacchino Murat, succeduto a Giuseppe Bonaparte sul trono del regno di Napoli, viene a Monteleone per seguire da vicino il conflitto con gli anglo-borboni che occupano la Sicilia. E' ospitato nel palazzo del marchese di Francia. La popolazione lo accoglie trionfalmente.

1810 - Il generale Manhès adatta la chiesa del Carmine ed il primo piano dell'attuale convitto "Filangieri" a prigioni delle migliaia di briganti e loro favoreggiatori o presunti tali, catturati. Uno di questi, detto Gran Cane per la sua efferratezza, appeso in gabbia sulla facciata del carcere, è lapidato dal popolo.

1811, 20 gennaio - Il brigante Vizzarro, trucidato a Rosarno viene portato a Monteleone legato al dorso di un asino. Qui giunto viene decapitato ed appeso ad un palo. Poi il suo corpo è diviso in tanti pezzi che sono inviati nella località dove ha commesso dei crimini.

1811 - Con decreto di Gioacchino Murat viene fondato il "Reale Collegio Vibonese". E' ubicato nei locali del soppresso convento dei "riformati" opportunamente restaurato dell'architetto Giuseppe Vinci.

1812 - Astolphe de Custine, ricco signore francese con grande passione per i viaggi si ferma a Monteleone dal 2 al 6 giugno e ne rimane tanto colpito da scrivere: "La natura qui è armonica e solenne come la musica sacra."

1812 - Giacinto Martucci, nuovo intendente, viene sostituito da Francesco Saverio Petroni uomo di grande personalità e molto attivo. Con lui si chiude il ciclo degli intendenti del periodo francese.

1813, 18 novembre - In deroga alla decisione governativa della chiusura dei luoghi sacri sono giudicate "necessarie a conservarsi aperte" le chiese di S. Basilio, S. Francesco d'Assisi, S. Francesco di Paola, S. Francesco delle Monache e S, Francesco dei cappuccini.

1814, 2 luglio - Il sindaco Fortunato Profumi, nella seduta del decurionato, lamenta le "infinite querele" ricevute per il cattivo comportamento delle truppe francesi nei riguardi del patrimonio e dall'onore dei cittadini.

1814, 29 dicembre - Murat decreta la concessione di un mercato domenicale e di due fiere annuali (dal 18 al 31 luglio e dal 18 al 31 ottobre).

1814 - Muore il letterato e filosofo Giuseppe De Luca (1770 - 1814), autore tra l'altro de La filosofia del Cristianesimo.

1814 - Si apprende di un imminente decreto reale che stabilisca il passaggio del vescovato da Mileto a Monteleone. I militesi decidono di organizzare una grande manifestazione di protesta che spinge Murat a revocare l'ordinanza.

1815 - Gli abitanti sono 19.888.

1815 - Dopo la caduta di Napoleone il Congresso di Vienna stabilisce il ritorno dei Borbone nel regno di Napoli. Il nuovo governo instaura un regime di reazione che abolisce ogni libertà e Monteleone perde le prerogative ricevute dai napoleonidi, tra cui quella di capoluogo di provincia.

1815 - Il genio militare demolisce il secondo piano del castello, pericolante per vetustà e per le scosse telluriche.

1815 - Viene fondata l'accademia degli "Autori".

1815, 26 maggio - Quattro giorni dopo la fine del governo Murat, il sindaco Domenico Avignone decide di mandare a Messina una deputazione per presentare a Ferdinando IV di Borbone, tornato sul trono, "i sensi di gioia e di filiale obbedienza" della città. Malgrado queste dichiarazioni l'11 maggio del 1815 la città perde il ruolo di capoluogo avuto dai francesi.

1815, 8 ottobre - Gioacchino Murat, pensando di riconquistare il regno, sbarca a Pizzo divisando di raggiungere Monteleone dove sa di avere molti estimatori capaci di aiutare il suo moto insurrezionale. E' arrestato subito dopo lo sbarco e fucilato nel castello di Pizzo il 15 ottobre.

1816, 1 maggio - Appena ritornato sul trono di Napoli Ferdinando IV di Borbone stabilisce le nuove circoscrizioni territoriali declassando Monteleone da capoluogo a sottoprefettura.

1816 - Si ha la notizia di due vendite carbonare denominate "Valle di Mesima" e "Valle d'Angitola"; in una di queste sette segrete è iscritto Michele Morelli che nel 1820 dà il primo colpo al potere borbonico. Queste due cellule seguono ad una precedente loggia massonica la "Loggia Vibonese" fondata nel 1793 e alla loggia la "Filantropia Ipponese", in attività nel periodo francese.

1816 - Sul finire dell'anno viene affisso sui muri delle città un manifesto antiborbonico. Le autorità offrono trecento ducati a chi fornisce informazioni utili a scoprire i colpevoli. Gli autori restano ignoti.

1816, 30 dicembre - Il consiglio della vecchia "Intendenza" si riunisce per l'ultima volta nella sede di palazzo di Francia per il passaggio delle consegne alla nuova "Intendenza" di Catanzaro.

1818 - Riccardo Keppel Craven nel suo Viaggio nel Meridione d'Italia trova la città graziosa da lontano ma rimane deluso per le strade sconnesse, per le case piccole o in legno, per l'aspetto desertico.

1818 - La chiesa e il convento di S. Chiara vengono ceduti agli agostiniani.

1818 - Fortunato Morano da Monterosso inizia i lavori di decorazione interna della chiesa di S. Maria Maggiore su disegni di padre Paparo. I lavori terminano nel 1834.

1819 - Muore Raffaele Potenza (1762 - 1819), autore di Elementi di logica e di metafisica.

1820 - Gli abitanti diminuiscono a 8.271.

1820, 2 ottobre - La sempre presente malavita consuma un efferato delitto. Cinque spanzuti uccidono nella notte, a scopo di rapina, i fratelli Ferdinando e Giacomo Bisogni, ferventi liberali che rincasano da una riunione segreta carbonara.

1821 - Nasce Vincenzo Ammirà (1821 - 1898) considerato il più grande dei poeti dialettali dell'Ottocento calabrese. Per aver scritto la licenziosa Ceceide, che narra di una prostituta, è perseguitato dai cosidetti "benpensanti", carcerato e costretto, per vivere, a fare l'impiegato del dazio. Muore povero. Ardente liberale segue Garibaldi fino a Soveria Mannelli. Scrive in lingua e in dialetto. Queste ultime composizioni sono di gran lunga le migliori. Tutte le sue opere (due tragedie Lidia e Valentina Candiano; otto romanze, molti sonetti; la produzione erotica e satirica-umoristica) vengono pubblicate postume.

1821 - Muore il pittore e decoratore Enea Silvio Strani, allievo del Paparo, lascia, come il maestro, lavori nelle chiese cittadine.

1822 - Viene completata la facciata della chiesa di S. Maria Maggiore.

1822, 14 marzo - I monteleonesi, accusati dal governo di "lue murattiana" chiedono d'inviare una delegazione a Napoli per esprimere fedeltà al re.

1823, 22 marzo - Il sindaco propone lavori urgenti all'acquedotto "per la mancanza d'acqua della fontana pubblica".

1823, 27 dicembre - Il decurionato dispone che si " formino tre piccoli ponti di legno a levatoio con ruote, per situarsi nella piazza, alla strada del Maio, onde facilitare il passaggio agli abitanti in tempo che le dirette pioggie ingrossano le cave".

1824 - Dopo aver visitato la città il tedesco Johann Heinrich Westphal scrive: "Monteleone è magnifica, davvero piacevole".

1824 - I monteleonesi stimano opportuno rivendicare la diocesi che otto secoli prima Ruggero il normanno aveva trasferito dalla distrutta Vibona a Mileto. Si propone alle autorità vaticane che Monteleone venga almeno dichiarata "concattedrale con Mileto" facendo presente che Mileto si trova "sopra di un terreno slamante e malsano, non ha che pochi abitanti, pochissime infelici baracche e nium comodo pè diocesani che ivi si recano per affari di Curia".

1824, 4 settembre - Vengono appaltati i riverberi (fanali). Detti fanali, in numero di ventisei, sono ubicati sulla strada che dal castello va al rione Forgiari (ora Cerasarella e corso Vittorio Emanuele III). Inoltre due fanali sono davanti alla casa comunale e due davanti alle prigioni.

1824, 19 novembre - Il comune incarica l'ingegnere Pietro Frangipane di proporre un progetto di abbellimento della facciata del teatro.

1825 - Il sindaco rammenta al re che nel 1819 il di lui nonno aveva concesso alla città l'istituzione di un "Orfanotrofio per le tre Calabrie".

1825 - Viene costruito un portico con la loggia davanti al teatro.

1825 - Si restaura la chiesa di S. Maria del Gesù e la cupola del campanile di S. Michele colpita da un fulmine.

1825 - Lo scozzese Craufurd Tait Ramage in Angoli reconditi e strade remote in Italia cosi si esprime raccontando la visita a Monteleone: "Qualsiasi difetto possiamo trovare in questo popolo rispetto alla superstizione e all'ignoranza vi è qualcosa di tanto amabile nel loro carattere al quale io non so resistere".

1828 - Muore Emanuele Paparo (1778 - 1828), pittore discreto che studia a Napoli con un assegno mensile di 30 ducati fattogli ottenere dal generale francese Danzelot.

1829 - Viene lastricato il tratto della via consiliare che passa per contrada Forgiari. (la via consolare o regia risale al 1778 costruita sul tracciato della Via Popilia).

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