4. DOPO IL 1860
Dopo l'Unità, la storia di Mileto è in sostanza quella di una delle tante cittadine italiane di popolazione inferiore ai diecimila abitanti. In essa tuttavia c'è sempre da tenere presente l'importanza della Sede Vescovile e della Diocesi, che rimane a tutt'oggi la più vasta della Calabria circa l'estensione del territorio. Centro mandamentale, il mandamento stesso fu composto all'origine dagli abitati di San Costantino, Francica, Jonadi, Filandari, San Calogero e Rombiolo, oltre che naturalmente dal centro stesso. E dopo il 1860, alla già esistente Pretura istituita nel 1808, ed al già esistente Ufficio di Bollo e Registro composto nel 1817, si andarono via via aggiungendo gli altri uffici, da quello Distrettuale delle Imposte Dirette, composto nel 1864, all'Archivio Notarile Mandamentale, costituito nel 1899, e agli altri ancora, grandi e piccoli esistenti. Importanti, in campo ecclesiastico, gli Uffici di Cancelleria ed il Tribunale Ecclesiastico, ovviamente legati al destino della Curia Vescovile e della Diocesi.
Storicamente da rilevare sono ancora i terremoti dell'8 settembre 1905, che produsse gravi danni e provocò qualche morto e numerosi feriti, e quello distruttore di Reggio e Messina del 1908, che aggiunse nuove calamità e nuovi disastri. Dopo il terremoto dell'8 settembre 1905 Vittorio Emanuele III, accorso sui luoghi del disastro, visitò la città, guidato congiuntamente al suo seguito, dal vescovo del tempo, Giuseppe Morabito, il quale più tardi si fece promotore della erezione di un Osservatorio Sismico e Meteorologico, diretto dal can. prof. Rosario Labozzetta. Tale Osservatorio, durato nella sua attività fino agli anni venti, fu via via nel tempo visitato da personalità scientifiche di rilievo, come il Mercalli, l'Alfani, il Palazzo, l'Oddone, e il giapponese Omori.
Nel complesso, queste due ultime scosse terremotali, fecero risorgere, sia pure in chiave minore, la situazione dei baraccamenti provvisori. Anche la cattedrale, gravissimamente danneggiata, si deve considerare come distrutta, per cui si provvide alla costruzione di una provvisoria cattedrale-baracca, durata nella sua funzionalità fino al tempo in cui fu possibile la costruzione del nuovo tempio, quinto in ordine di tempo, eretto essendo vescovo Paolo All'era, ed aperto al culto soltanto il 26 ottobre I 930, anno del resto in cui si provvide anche all'inaugurazione della nuova chiesa della Badia, o della SS. Trinità.
Sul piano più propriamente politico, è da ricordare, in questi brevi cenni che concernono gli eventi successivi al 1860, la costituzione nel 1862 di un nucleo del sodalizio nazionale detto della «Società Emancipatrice», auspicante l'unione di Venezia e di Roma all'Italia; Società Emancipatrice, che fondeva i comitati garibaldini e le associazioni unitarie mazziniane. E più in generale sono da ricordare le sempre vive partecipazioni alle lotte politiche, divenute popolari dopo l'istituzione del suffragio universale fatta dal Giolitti nel 1911. Per restringerci alle lotte concernenti l'elezione al Consiglio Provinciale, Nicola Lombardi Comite tenne il campo negli anni tra il 1861 ed il 1881, Raffaele Lombardi Comite invece negli anni tra il 1883 ed il 1898, nè va dimenticato Giuseppe Prestia, eletto negli anni tra il 1879 ed il 1891. Un posto a sé guadagna, nelle lotte politiche prefasciste, Nicola Lombardi, deputato socialriformista, il quale seppe guadagnarsi la fiducia popolare, e lasciò le vecchie generazioni vivamente memori di quello che significò all'origine l'introduzione del suffragio universale. Tempo è il suo delle lotte, ormai superate, tra cattolici ed anticlericali, e successivamente tra fascisti ed antifascisti. Che a Mileto non mancò in questo tempo che precedé e seguì la prima guerra mondiale, il pullulare delle idee e il sorgere di vari comitati ed associazioni, anche al di fuori dei partiti. Ne sono anche espressione periodici locali di diversa impostazione, tra cui ricordiamo «La Fionda», che si espresse tra il 1922 ed il 1923, e soprattutto lo stroncatore «'U Chiaccu» («L'accalappiacani»), diretto dall'avv. Francesco Nàccari, e che si avvalse dei disegni e delle caricature del prof. Giuseppe Tassi, spirito finemente umoristico.
Negli anni precedenti la prima guerra mondiale, alla sempre fortissima organizzazione cattolica si contrappone, tra il 1912 ed il 1915, la Loggia Massonica, e nel dopoguerra, allo sparuto raggruppamento fascista l'organizzazione antifascista. La formazione del Partito Popolare (1919) non reca ancora sostanziali mutamenti alla situazione, e la lotta politica del primo dopoguerra si concentra attorno alla figura appunto del Lombardi, successivamente aventiniano. Nel periodo fascista è da segnalare la curiosità dell'assegnazione della cittadinanza onoraria a Mussolini nel 1924, oltre naturalmente al delinearsi di quel complesso di istituzioni e di indirizzi che caratterizzarono il periodo. La seconda guerra mondiale reca danno di bombardamenti aerei all'abitato della frazione di Calabrò (luglio 1943), successivamente aggregata al centro cittadino, e trasformata in un semplice rione. Numerosi morti e feriti si registrano nella stessa Mileto, proprio tra la popolazione che aveva cercato di sfollare nelle campagne circostanti.
Il dopoguerra invece si apre con un'appendice di ciò che erano state le lotte politiche tra fascisti ed antifascisti. Questi, guidati dai repubblicano avv. Carmine Nàccari, addirittura provocano, a liberazione avvenuta, un tumulto, che viene sedato dalla forza pubblica usando le armi contro la folla che andava assediando il comune alla ricerca, tra l'altro, del vecchio segretario politico fascista.
Non è certamente il caso di fare un cenno, sia pure piccolo, sulla storia di Mileto dopo il secondo conflitto mondiale. Essa è del resto ancora cronaca. Qui basta soltanto ricordare che dal. 1945 in avanti le lotte politiche, pur sempre vivissime, sono completamente dominate dalla maggioranza democratica cristiana, che, tra l'altro, ancora oggi, e con maggioranza assoluta, detiene il controllo dell'amministrazione comunale. Esigenza attuale della città, la quale ha naturalmente dato il suo contributo di sangue a tutte le guerre succedutesi dall'Unità in poi, è quella di un processo di industrializzazione che risani e riequilibri la sua economia, offrendo lavoro ai suoi abitanti, e sanando in sostanza i suoi squilibri sociali e la continua emigrazione. Su questa strada del resto essa è stata già avviata dall'attuale sindaco, avv. Attilio Pata, e probabilmente qualche anno di intenso lavoro, ad opera dei suoi amministratori, porterà al coronamento, sia pure relativo, della sua attuale più fondamentale aspirazione. |